La Generazione Romance di #Wattpad e la sfida del digitale: l'editoria di qualità è in difficoltà?
Dalla cura del testo alla logica del 'libro-oggetto': la deriva di un’editoria che ha rinunciato al proprio ruolo per trasformare i romance digitali in fenomeni di massa.
Se aprite TikTok o Instagram oggi è quasi impossibile non imbattervi in quelli che vengono chiamati video “aesthetic” con citazioni sconce (e non) tratte dall’ennesimo romance virale per ragazzi. È il mondo del BookTok, un ecosistema che ha trasformato la lettura in un contenuto visuale e veloce, e le community da semplici “commentatrici” sono diventate combricole di utenti creativi attivi.
Negli ultimi anni questo fenomeno è esploso, ma a guardare bene è solo l’evoluzione di ciò che esisteva anche prima: le dinamiche sono le stesse di quando le autrici di Wattpad costruivano le loro community sulla piattaforma stessa, ma in modo diverso e più segmentato.
Dobbiamo però ricordare che questo ecosistema digitale non è nato ieri. Già negli anni ‘90 e 2000, i primi esploratori del web avevano creato forum e community di lettori e scrittori pionieristici che hanno gettato le basi per quello che vediamo oggi. Queste realtà si sono semplicemente evolute e spostate sulle grandi piattaforme attuali sfruttando l’algoritmo di TikTok e Instagram, creando le “role page” nate per dare un volto ai protagonisti, aprendo “fanpage” per dare spazio ai *video editing e tanto altro ancora (il tutto per condividere o pubblicizzare il libro).
*Pensate che una vecchia fan di FaviJ, @Sophie.nev su TikTok, che gestiva una sua fanpage, ora lavora come editor per cantanti internazionali; è una piccola prova che il mondo digitale può dare ottimi frutti.
Tuttavia, questa metamorfosi digitale non riguarda solo le immagini, ma investe anche il modo in cui consumiamo le storie: sorge quindi spontanea una riflessione su un aspetto di cui si parla troppo poco, ovvero la differenza tra lettura digitale e cartacea. Entrambe offrono uno spaccato sui lettori italiani, ma in modo diverso: se i lettori digitali sono spesso incentivati dalla comodità del Kindle e dagli sconti aggressivi, chi sceglie il cartaceo sposa un impegno più fisico. Il digitale ha abituato il nostro occhio a una lettura rapida, con la facilità di un dizionario integrato (una funzione utilissima, a patto che non sostituisca del tutto la “fatica” sana di scoprire nuove parole da soli).
Ma cosa viene letto in Italia?
È fondamentale notare che le classifiche non sono un blocco monolitico e questo serve a scardinare il mito del libro “nemico comune”: se confrontiamo i dati di Vanity Fair sugli eBook più venduti e quelli di Audible sui titoli più ascoltati, notiamo che sono molto diverse tra loro. Questo sottolinea che non esiste un’egemonia del “romance che vince su tutto e rovina il mercato”: ogni piattaforma risponde a bisogni e demografie differenti. La diversità dei consumi ci dice che il lettore italiano è più sfaccettato di quanto i pregiudizi vogliano far credere.
Su Wattpad, piattaforma pensata per i giovani lettori, la logica cambia ancora: le classifiche sono divise per “tag”. Come spiega la piattaforma, questi numeri sono un’approssimazione della popolarità basata su voti e coinvolgimento. Essere al #numero1 di un tag non significa necessariamente aver scritto il libro “migliore”: spesso la popolarità è legata alla capacità di colpire determinati tropes (cliché narrativi) che il pubblico brama. Le classifiche di Wattpad sono indicatori di tendenza, non necessariamente di qualità letteraria.
Tutto questo per dire che l’ecosistema digitale è vastissimo, anche se io oggi mi sto concentrando sulla nicchia del romance adolescenziale e sui suoi “azzardi sessuali”.
Questi libri sono la rovina dell’editoria? Io non credo.
In età puberale, l’avvicinamento al sesso è un passaggio fisiologico. Secondo la psicologia dello sviluppo (pensiamo alle fasi di Erik Erikson), l’adolescenza è il momento della ricerca d’identità anche attraverso l’esplorazione immaginativa. Leggere queste storie, come anche le fanfiction, crea una dimensione in cui il rapporto indiretto con i propri idoli può essere uno stimolo prezioso, specialmente perché avere a che fare con personaggi che si sentono vicini può aiutare la crescita; tuttavia, questa familiarità deve restare un supporto e non diventare un sostituto educativo.
I dettagli sessuali in questi libri sono spesso inverosimili e grotteschi, ma non per questo vanno censurati. Serve consapevolezza. Io stessa ho iniziato a 12 anni con Anna Todd e il suo After; ricordo lo shock e il sequestro del libro da parte di mia madre. Eppure, oggi sono una fervente appassionata di sociosemiotica. Questo dimostra che una lettura “adolescenziale” non preclude un futuro di analisi critica.
L’editoria internazionale si adagia sugli allori del romance?
Il vero problema, però, risiede nella responsabilità degli editori.
Dopo il successo di 50 Sfumature di grigio, l’industria ha smesso di fare da filtro. Tralasciando le case editrici più legate a una letteratura profonda e di nicchia (come Adelphi), i giganti popolari come Mondadori e Newton Compton stanno trasformando i romance in una vera e propria sezione strategica. Nelle librerie, come ho notato recentemente nelle disposizioni di Feltrinelli, questi titoli vengono esposti con copertine stravaganti e accattivanti, spesso affiancando le edizioni italiane a quelle originali in inglese. Questa scelta incentiva una sorta di “collezionismo” dell’opera, puntando tutto sul marketing del libro-oggetto fatto per essere esposto sui coloratissimi scaffali del BookTok.
Titoli come Il fabbricante di lacrime vengono portati in libreria senza un vero adattamento strutturale dalla versione web. Lessi il libro per una sorta di “tortura sul campo” e la sensazione fu netta: i capitoli sembravano palesemente copiati e incollati da Wattpad, come un moderno feuilleton che è stato poi unificato senza però il minimo interesse nel curare il testo o l’editing.
Sia chiaro: non credo sia compito diretto dell’editoria “educare” a una lettura più sana; farlo creerebbe pericolose dinamiche di pseudo-censura o di emarginazione del contenuto. Tuttavia, nel momento in cui diventano virali libri come It ends with us, che tratta relazioni decisamente disfunzionali, il problema sorge quando l’editore sceglie di non contestualizzare. Questi testi non dovrebbero essere venduti puntando solo sulla “bella copertina” o sull’idea del “sogno”, ignorando la complessità (e spesso la pericolosità) dei temi trattati.
In conclusione (non sono molto brava a tirare le somme delle mie yappate😂), questi libri, cartacei o digitali che siano, non vanno portati innanzi alla Santa Inquisizione, ma gestiti con più testa: dai genitori, attraverso il dialogo, e dagli editori, che dovrebbero tornare a curare i testi invece di limitarsi a “impacchettare” trend per fare cassa. Ma soprattutto suggerisco di dare un’occhio ai cambiamenti strutturali delle preziosissime community digitali.






