TUTTO È POSSIBILE: La memoria di Pino Daniele.
Perché "Tutto è possibile" sfida l'estetica dell'IA e riporta il rapporto umano al centro della discografia.
“TUTTO È POSSIBILE”: questo è il messaggio che Geolier lancia con il suo ultimo album. Un lavoro che rafforza ancora una volta il legame con le sue origini partenopee attraverso il famoso featuring con Pino Daniele nel brano che dà il titolo al disco.
Si tratta di un omaggio all’artista napoletano che ancora oggi secondo i dati di Last.fm (🔎www.last.fm/it/tag/napoli) risulta tra i più ascoltati in Campania. La canzone non è un inedito assoluto nel senso stretto del termine: il pezzo originale di Pino Daniele dal titolo “Sirenuse” era infatti ascoltabile solo nei titoli di coda del film Da domani mi alzo tardi (🎥Disponibile su RaiPlay) e risultava quindi inedito per il mercato discografico.
Come raccontato da Emanuele Palumbo in un’intervista per ESSE Magazine è stato lui stesso a chiedere alla famiglia Daniele un pezzo mai pubblicato del padre. Da lì “Sirenuse” viene riscritta e diventa “Tutto è possibile” facendo rivivere intensamente il ricordo ancora vivo della Napoli di Pino Daniele.
La sfida all’intelligenza artificiale.
Mi piace pensare che questo pezzo sfidi apertamente l’intelligenza artificiale. Negli ultimi anni abbiamo assistito a fenomeni virali di pezzi creati dal nulla con la voce di Michael Jackson o cover impossibili generate da algoritmi. Basti pensare a quando uscì Flowers di Miley Cyrus come risposta a When I Was Your Man di Bruno Mars: in pochissimi giorni l’IA venne usata per creare una cover di Bruno Mars che cantava il pezzo della Cyrus.
Ma gli esempi si moltiplicano: abbiamo sentito Now and Then dei Beatles completata grazie al machine learning o le recenti polemiche su Heart on My Sleeve il brano generato con le voci di Drake e The Weeknd senza il loro consenso.
In questa ottica di reinvenzione “comoda” di voci di artisti vivi o morti “Tutto è possibile” ci fa riflettere sul rapporto umano che sta alla base dell’arte. Geolier è andato a chiedere il permesso alla famiglia in persona. Una famiglia che tra l’altro non è nuova a queste operazioni di revival come dimostra “Musicante” la serata firmata Rai dedicata a Pino Daniele dove diversi artisti italiani si cimentano nel ricordo del cantautore, cantandone le canzoni più belle.
L’arte come rapporto umano.
L’intelligenza artificiale sta reinventando la memoria collettiva. Può far muovere vecchie fotografie (pensate ai tool come Deep Nostalgia) o ricreare timbri vocali di chi non c’è più. L’evoluzione tecnologica è necessaria ma quando l’arte nasce da un rapporto umano e da un permesso etico ha un valore aggiunto. La tecnologia può simulare la voce ma non può sostituire l’intenzione dietro un tributo reale e sincero.



